Liceo Statale Dettori - Cagliari

Anna Floris

Letture platoniche per la classe 3^G

Si propongono di seguito alcuni brani tratti dai dialoghi platonici, sul tema della giustizia e delle degenerazioni dello stato, sul valore educativo dei miti, della tragedia e dell’arte.

Ciascun allievo può scegliere uno dei seguenti brani, leggerlo, analizzarlo, servendosi delle domande strutturate sul testo, esporne sinteticamente il contenuto, utilizzando la scheda allegata

La riflessione platonica sulla natura della giustizia. Nel primo e nel secondo libro della Repubblica Platone presenta le diverse posizioni politiche del tempo sul problema della definizione universale di giustizia. Il dibattito si svolge nella casa del Pireo del vecchio Cefalo, produttore di armi per la città di Atene. Nel dialogo Platone mette in scena una straordinaria galleria di personaggi e crea un sottile e complesso gioco di situazioni e di simmetrie tra ciascuno di loro: Socrate, che interpreta il pensiero di Platone, Cefalo e Polemarco espressione rispettivamente del mondo economico e politico ateniese, i diversi rappresentanti delle tendenze sofistiche, Trasimaco e due fratelli di Platone, Adimanto e Glaucone.

 La riflessione platonica sulla democrazia e la tirannia. Una volta delineato il modello ideale di stato, quello aristocratico in cui il governo è in mano ai sapienti,  Platone può dare un giudizio degli stati storici esistenti e delle loro degenerazioni. Nell’ottavo libro della Repubblica Platone analizza le degenerazioni dello stato e, fra queste, critica in particolar modo la democrazia e la tirannia: quando lo stato aristocratico degenera si passa allo stato timocratico fondato sull’onore; da questo si passa allo stato oligarchico fondato sul governo di pochi ricchi; successivamente allo stato democratico fondato sul governo di tutti, infine, si passa allo stato tirannico fondato sul governo di un tiranno. Il filosofo si chiede come possano le costituzioni degenerare da quella ideale? Egli risponde che la degenerazione dello stato dipende da una educazione sbagliata dei governanti, perciò, insieme alle quattro costituzioni derivanti dalla graduale degenerazione dallo stato migliore, analizza i quattro caratteri corrispondenti sul piano antropologico. 

 Platone condanna i miti e la tragedia. A proposito dell’educazione dei giovani, Platone, nella Repubblica, espone una serie osservazioni negative in merito al valore educativo delle favole e dei miti arcaici, compresi quelli di Omero ed Esiodo, e della tragedia greca, che, per noi oggi, costituiscono un problema, ma anche nel mondo antico la posizione platonica è stata discussa criticamente da Aristotele nella sua Poetica. La valutazione negativa di Platone sul valore educativo delle arti imitative si basa su una serie di argomentazioni relative al carattere imitativo dell’arte e al suo potere corruttivo sull’animo umano.

 

A.F.