Comune di Cagliari
 Provincia di Cagliari
 Regione Sardegna

 
Vai al Sito dell’ AICC

Associazione Italiana di Cultura Classica

Sezione internazionale
Cambridge
Scuola amica
La ricerca
Piano nazionale
Scuola digitale
Bisogni educativi speciali
BES e DSA

I Redaettori
Clicca e vai al blog I Redaettori

Blog degli studenti
del Liceo Dettori

TAG:
Latino e Greco Corsi B F links siti web interessanti sitografia debate lavoratori della scuola ragione albo pretorio Cambridge Schools Conference classi orario delle lezioni Examinations Information Eastbourne convegni inizio lezioni amministrazione trasparente CIRC.N.5 - Utilizzazione parcheggi interni sede centrale CIRC. N. 272 - Convocazione Collegio dei Docenti CIRC.N.271 - Costituzione sottocommissioni esaminatrici prove di verifica giudizio sospeso Decreto pubblicazione gradiatorie di istituto provvisorie personale docente DECRETO PUBBLICAZIONE GRADUATORIE DI ISTITUTO PROVVISORIE PERSONALE DOCENTE PRIMA- SECONDA-TERZA FASCIA AA.SS.2017 Decreto pubblicazione graduatorie provvisorie personale docente SCRUTINI FINALI A.S. 2016/2017 AVVISO classi prime termini animatore digitale pnsd scuola digitale pili Casarotto Inglese CIRC.N.258 - Calendario scrutini finali A.S. 2016-2017 I.R.C. Scienze Motorie bonus cultura riflessioni sondaggi test di ammissione Associazione italiana cultura classica carta dei docenti risorse utili Il Dettori vince nei metri 1000. Olimpiadi di Filosofia finanziamenti regionali PON Social premi studenti Bonanno conferenze teatro greco esame di stato assemblea degli studenti coding Guide 1° maggio Festa dei Lavoratori Bullismo cyberbullismo Sa Die de Sa Sardigna 25 aprile classicità Vecchioni giornalismo comunicazione web giornali quotidiani informazione lettura Rotarycagliariest didattica digitale social network Buona Pasqua scuola doigitale colloqui Rita Piga simona boy webinar App realtà virtuale saba ungaretti montale quasimodo poesia potenziamento Obiettivi di accessibilità 2017 Atti Cambridge international Schools Rete Uscite didattiche Cois David Giovani Vincitori acqua ambiente BPCO carcinoma dipendenza fame fumo malattie polmonari nicotina paesi in via di sviluppo rotary sigarette blog giornalino Università:Oltre le barriere;radio X;IV G;ASL; Giornalismo STEM

Ultimo sondaggio:

 

Registro Alunni e Famiglie
Apri il registro elettronico

Registro on line Docenti
Apri il registro elettronico

Condividi sui social

Il nostro canale video
Tutti i Video sul nostro canale youtube

Aree Riservate Docenti


Accedi

~ Area Riservata Docenti
~ Area Discussioni Docenti

 

 

Chi pubblica nel Sito


Vedi i docenti e non docenti che possono (in quanto vogliono) pubblicare sul sito web del

Liceo Classico Dettori

Icone utili alla navigazione
Dirigente Dirigente Scolastico
Circolari  Circolari
  Amministraz. trasparente
  Albo pretorio (albo on line)
 Altre notizie dalla segreteria
  Orario delle lezioni
  Info sindacali

Informazione amministrativa

La Segreteria pubblica autonomamente nelle sezioni

Circolari
Segreteria
Albo pretorio
Amministrazione
trasparente

Indirizzo email capc03000v@istruzione.it

Discussioni
Questioni, opinioni e problemi scolastici
Questioni, opinioni, problemi

Notizie
Circolari
Studenti
Minitutorial
Mediateca del Dettori
Rapporti scuola famiglia
Liceo Dettori: storia luoghi persone
Commissione Biblioteca
Accounts al sito
Orario segreteria
Orario delle lezioni
Discipline
Scienze
Religione
Storia dell’arte
Filosofia e storia
Educazione fisica
Lingua straniera
Lettere ginnasio
Latino e greco
Matematica
Italiano
Fisica

Docenti
Tutti i docenti
Laboratori attività
Coordinatori didattici
Commissioni di Istituto
Referenti di dipartimento
Elenco docenti per materie



'La Buona Scuola' e il crollo del buonsenso - di Giorgio Israel

"La Buona Scuola" e il crollo del buonsenso
di Giorgio Israel

La narrazione (o storytelling, come si usa dire oggi) dell’attuale conflitto sulla scuola da parte chi difende il progetto governativo è che in Italia non si può far niente perché ogni tentativo di riforma è bloccato da potenti forze conservatrici e la scuola ne è l’esempio supremo. Nell’istruzione, come altrove, sono presenti forze conservatrici e corporative, ma la rappresentazione che esse abbiano bloccato ogni tentativo di modifica è un falso colossale. Se alcune riforme globali (i cicli di Berlinguer, la legge Moratti) sono fallite, chi conosca appena la storia della scuola italiana degli ultimi decenni sa che su di essa si è rovesciato un caotico tsunami di decreti, di circolari, di sperimentazioni, di prescrizioni che ne hanno cambiato il volto in modo profondo e, soprattutto, disorganico. Gli insegnanti sono stati terremotati da cambiamenti introdotti per lo più in modo subdolo e veicolati come “sperimentazione”.
Ricordiamo alcuni eventi di questo tsunami, cominciando dalla “rivoluzione” che, pezzo a pezzo, è stata fatta della scuola primaria sotto la ferula di “indicazioni nazionali” l’una peggiore dell’altra. Poi è avanzata l’ideologia della sostituzione della scuola delle conoscenze con la scuola delle “competenze”, promossa da un network di pedagogisti e di dirigenti ministeriali che hanno imposto in modo ossessivo la redazione di ogni documento secondo la trimurti conoscenze–competenze–abilità e hanno inondato le scuole di griglie e documenti di certificazione delle competenze la cui compilazione divora una parte consistente delle attività d’insegnamento. L’ultima certificazione, in uscita da poco, rappresenta l’apice della sadica volontà di estirpare ogni traccia di buon senso dal mondo della scuola. Si procede fino all’esclusione di ogni possibile valutazione negativa del rendimento dello studente. È il trionfo della follìa del “successo formativo garantito”. Chi abbia frequentato certi corridoi ministeriali sa che non è possibile scrivere in un documento «lo studente, al termine del corso, saprà risolvere un’equazione di secondo grado»: bisogna dire «sa risolvere», all’indicativo presente… perché la scuola garantisce il successo per decreto. Oggi, gli insegnanti che vogliono fare il loro mestiere sono costretti a impiegare gran parte del loro tempo a compilare scartafacci ispirati a queste logiche demenziali. E, come se non bastasse, ora le scuole sono impegnate, anziché a insegnare, a compilare un pesante documento di autovalutazione (RAV, Rapporto di autovalutazione). Anche qui, se ancora avesse corso il buon senso, l’idea che le scuole impieghino una quota considerevole di tempo a darsi un voto rispondendo a decine di domande, potrebbe solo far parte di un libro di barzellette.
Poi è cascato sulle spalle delle scuole l’Invalsi, un ente chiuso, composto da uno staff inamovibile, i cui atti e le cui discutibili metodologie statistiche sono rigorosamente sottratte da ogni valutazione, come se il più elementare buon senso non indicasse che chi ha il potere di valutare sia il primo a dover essere controllato con rigore. L’Invalsi ha ottenuto di sottoporre gli studenti individualmente a test che nelle medie contribuiscono alla valutazione dello scrutinio, introducendo una nuova materia, il “superamento dei test Invalsi”. Ciò ha avuto come conseguenza il dilagare della disastrosa prassi del “teaching to the test”, ormai largamente criticata all’estero da chi l’ha sperimentata prima di noi.
E che dire della disastrosa legge sui DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento)? Non soltanto ha introdotto un fenomeno nuovo: la medicalizzazione della scuola; ma ha introdotto l’idea nefasta che, al primo sintomo di difficoltà di apprendimento, invece di ricorrere a tutti gli strumenti didattici più sofisticati, lasciando aperta un’opportunità di crescita, con la diagnosi di DSA si inchioda il bambino (o ragazzo) a una condizione che dovrebbe caratterizzarlo per la vita. È un’ideologia che ha come corrispettivo gli screening genetici di massa che effettuava il regime fascista. E, come se non bastasse, le diagnosi sono effettuate da psicologi che, candidamente, dichiarano “discalculico” un ragazzo senza sapere neppure cosa sia una divisione con resto. Come se questo non bastasse si è passati ai BES (Bisogni educativi speciali) che costituiscono una sorta di rafforzamento dei DSA.
Passando alla questione precari, nel 2008 sembrava che si fosse aperta una via ragionevole, sostituendo le pletoriche SSIS (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) con il più agile TFA (Tirocinio Formativo Attivo) e prefigurando un reclutamento ripartito a metà tra giovani abilitati e precari. Niente da fare. Furono riaperte le GAE (Graduatorie a esaurimento) e un’efferata collusione tra dirigenza ministeriale e alcuni sindacati strangolò il canale di reclutamento dei giovani. Si sono persi ben sette anni, in cui il problema del precariato poteva essere, se non smaltito, ridotto a proporzioni gestibili. Ed ecco che l’Europa ha intimato al governo italiano di risolverlo una volta per sempre.
Nessuno sa bene quanti sono tutti gli aventi diritto. Centomila? Duecentomila? Di più? Cifre ingestibili. Ma se si taglia troppo si rischiano ondate epocali di ricorsi. Di qui il balletto di cifre nello spirito “provo a vedere se passa”. E per nascondere la confusione attorno a questo, che è il vero problema, si è pensato di incartarlo entro un fumoso e ambizioso progetto di riforma denominato con deplorevole retorica “la Buona Scuola”. Ma chi si sognerebbe di chiamare una legge “la Buona Economia”, “la Buona Sanità”, o la “Buona Previdenza”, salvo che per fare propaganda di regime?
Nel merito delle proposte di questo progetto ci sarebbe molto da dire, e ne abbiamo parlato in precedenti interventi. Limitiamoci a due questioni. La prima è che esso è ispirato a una visione secondo cui la scuola deve trasformarsi sempre di più in una sorta di “centro sociale” al servizio della comunità, fino a favorire forme di socializzazione quali le occupazioni, che sarebbero più formative della didattica ordinaria. Difatti, anche qui si manifesta la volontà perversa di marginalizzare sempre di più le discipline ordinarie. Ciò è evidente nella tendenza a premiare gli insegnanti che organizzano attività extra-curriculari penalizzando i poveretti cui – invece di organizzare qualche demagogico e superficiale seminario – salti in mente l’idea di aggiornarsi in qualche seminario universitario di storia o di matematica.
La seconda e grave questione riguarda il ruolo (quale che ne siano le versioni) che si vuol conferire ai dirigenti scolastici di assumere gli insegnanti e gestirne la carriera, premiandoli o penalizzandoli secondo criteri autocratici e consentendo loro di crearsi uno staff di collaboratori fidati. Tutto ciò per realizzare l’autonomia scolastica. Ma anche qui vediamo che l’istruzione è il luogo dove la ragione è stata bandita. A parte legittime discussioni circa la coesistenza tra scuola statale e paritaria, è un fatto che la scuola italiana sia ancor oggi un’istituzione pubblica e a gestione quasi tutta statale, ovvero finanziata dal contribuente, il quale ha il diritto di sapere come sono spesi i suoi quattrini. Allora, o si rimette in sesto l’antico sistema delle ispezioni, gestite da un ministero ripulito da protagonismi che s’impongono anche ai ministri. Oppure, si vada pure a forme di autonomia gestite dal dirigente scolastico. Ma allora chiunque abbia una briciola di buon senso capisce che ciò è possibile con un sistema di valutazione che deve appuntarsi tutto, e con estremo rigore, proprio sulla categoria dei presidi, visto che sono loro ad avere il potere di valutare i docenti! Chi  prende come metro di paragone i vasti poteri di un dirigente aziendale privato dimentica che costui è stato dotato di tale libertà di azione da un consiglio di amministrazione che può cacciarlo quando vuole se non reputa buono il suo rendimento. Ma “la Buona Scuola” non propone alcun meccanismo di valutazione dei presidi degno di questo nome. Non solo: i tentativi di introdurre controlli analoghi a quelle delle aziende private da parte di consigli scolastici di insegnanti e famiglie, sono risibili, e c’è da vergognarsi di dover spiegare persino il perché. E se un controllo severo e autentico dell’operato dei dirigenti non c’è, ve ne saranno di competenti e rigorosi che faranno funzionare la loro scuola a meraviglia; altri che valuteranno in modo ingiusto i professori; o creeranno le loro camarille di collaboratori fidati; o casi, tutt’altro che improbabili in certi territori, di chi si porrà al servizio di elenchi di reclutamento proposti dalla criminalità organizzata. Come se non bastasse, l’ultimo mega concorso a dirigente scolastico solleva altri dubbi: a parte il numero scandaloso dei test sbagliati tra quelli proposti, moltissimi altri erano espressione di un’ideologia psico-pedagogica che imponeva al candidato di manifestarsi esperto in certa letteratura, e rendeva concreto il sospetto che il ministero volesse selezionare una categoria di persone fidate sul piano ideologico e quindi apprestare le condizioni per rendere la futura autonomia una mera finzione.

Il governo dovrebbe rendersi conto di aver compiuto il capolavoro politico di creare un fronte compatto di opposizione. Lo tsunami subito dalla scuola italiana nel corso di tanti anni, e che ha ridotto i migliori insegnanti alla disperazione, deve essere arrestato. L’unico modo di procedere – sotto la guida di un ministro di altissima competenza e autorevolezza – è di procedere in modo ragionato, lento e cauto, rimettendo insieme i pezzi attraverso il massimo di consenso.


Chi è Giorgio Israel: https://www.blogger.com/profile/11843109533355378453

Vai anche alla pagina:

Discussioni
Opinioni
Problemi
Questioni scolastiche

Lino Talloru lt





Tag: opinioni - problemi - questioni scolastiche -






 Scrivi alla Redazione  Versione stampabile  Invia questa pagina