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Conferenza di Francesco Cesare Casula al Dettori

Qual è la Storia, la nascita e lo sviluppo dello Stato oggi chiamato Repubblica Italiana? A cominciare dal 1861, in tutte le scuole del Regno d’Italia è stata imposta un’interpretazione storica delle vicende che culmineranno nell’Unità nazionale, secondo cui un’identità di comune sentire patriottico, di italianità, avrebbe albergato nei cuori degli abitanti della penisola già dall’epoca della lotta dei Comuni lombardi contro l’Impero.

Tuttavia uno sguardo scevro da pregiudizi all’Italia dell’Ottocento evidenzia che tale comune sentire era sentimento esclusivo di una ristretta élite e che il merito storico dell’Unità è da ascrivere alla politica espansionistica della monarchia sabauda, col decisivo appoggio della Francia. Perciò, ed è questa la tesi del saggio di Francesco Cesare Casula Italia 1861-2001: il grande inganno, non c’è mai stata un’Unità d’Italia, ma uno Stato, chiamato Regno di Sardegna, nato in Sardegna, a Cagliari-Bonaria il 19 giugno 1324, che -per annessione- ha incamerato dal 1848 al 1861 tutti gli Stati della penisola italiana.

Il diritto del resto parla chiaro: «L’attuale Stato italiano non è altro che l’antico Regno di Sardegna ampliato nei suoi confini». Quindi, Il 17 marzo 1861, su suggerimento del Cavour, Vittorio Emanuele II di Sardegna cambiò il nome allo Stato, che comprendeva ormai entro i suoi confini la maggior parte della penisola italiana, da Regno di Sardegna a Regno d’Italia.

Ed è così che, secondo Francesco Cesare Casula, col cambio del nome allo Stato, la domenica mattina del 17 marzo 1861, ha inizio il “Grande Inganno” che coinvolge ed inficia non solo la storia nazionale, ma tutto il modo di pensare della società oggi detta italiana.

Infatti, sempre secondo il Casula, col cambio del nome è stata cambiata anche la storia istituzionale, politica e sociale dello Stato, introducendo il mito che tutto ciò che accadde nello Stivale prima del 1861 faccia parte da sempre di un’unica vicenda territoriale, di un unico idem sentire, di un’unica cittadinanza e nazionalità che invece non esisteva prima di quella data.

Si tratta solo di una questione accademica tutto sommato di secondaria importanza? Intanto la ricerca storica ha il compito di indagare, fosse anche "su questioni di importanza trascurabile." Ma, secondo il Prof. Casula, la questione è tutt’altro che trascurabile: infatti, la cancellazione dai manuali di storia e quindi dalla coscienza collettiva della storia del Regno di Sardegna, oltre ad essere storicamente inesatta, avrebbe prodotto l’alienazione culturale e politica di generazioni di sardi.

Di tali questioni si parlerà venerdì 25 febbraio 2011 in aula magna, dalle ore 9.00 alle ore 11.10. La lezione del Docente e la successiva discussione saranno tenute in modo da rendere l’argomento agevolmente comprensibile a tutti, sia agli studenti del biennio, che di norma non conoscono il periodo storico in oggetto, sia a quelli del triennio che affrontano lo studio del Risorgimento e dell’età contemporanea.

(d.m.)

 





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