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'Perché partecipare alle assemblee d'istituto?' di Stefano Rovelli

L’assemblea rappresenta storicamente un momento di dialogo inimitabile in cui discutere e decidere insieme per il bene della propria comunità di vita o di lavoro. Non stupisce quindi che essa abbia rappresentato lungo tutto il corso della storia il cuore dei movimenti più democratici e orizzontali e sia stata per questo tra i primi diritti ad essere aboliti sotto i regimi totalitari, incapaci di affrontarne la dinamicità e la forza critica. La capacità unica dell’assemblea di fondere insieme, attraverso il confronto, idee e persone in un solo soggetto in grado di perseguire i propri scopi con quella lucidità che solo il dialogo tollerante può garantire, rappresentava un’arma troppo potente per chi esigeva l’asservimento più totale al pensiero dominante e per chi, volendo difendere lo status quo, puntava a dividere per comandare e scopriva nelle assemblee quanto fosse vero il detto “l’unione fa la forza”.
Oggi più che mai in una società in cui abbiamo smarrito totalmente l’idea di comunità per abbandonarci all’egoismo sociale più bieco, in cui non possediamo spazi fisici comuni e il relazionarci con il nostro prossimo è troppo spesso mediato da una macchina, l’assemblea torna (se mai l’avesse perso) ad assumere un ruolo essenziale per la nostra società. Ciò in quanto rappresenta quel momento di incontro critico e plurale attraverso cui rimanere attaccati alla realtà materiale e prendere consapevolezza delle problematiche e delle ingiustizie che tante persone, vicine e lontane, affrontano ogni giorno e che troppo spesso sono taciute dai mass media.
Ma la funzione dell’assemblea non si limita a creare una coscienza comune e a rafforzare il collettivo. Essa svolge un ruolo di fondamentale importanza anche nella realizzazione dell’individuo in quanto, garantendo alle persone di confrontarsi con le opinioni altrui, permette a chiunque di formarsi un proprio pensiero ed una propria identità politica.
E questo dove potrebbe avvenire oggi meglio che nella nostra scuola?
Infatti, grazie alla piazza virtuale degli studenti (Agorà), tutti insieme partecipiamo all’organizzazione dell’assemblea e ne siamo pertanto responsabili.
È giunto il momento di tradurre la nostra comunità virtuale in una comunità reale, di andare oltre quelli che sono i limiti che la nostra società ci impone e riconquistarci gli spazi fisici comuni indispensabili per la realizzazione di noi stessi.
Partecipare e promuovere la partecipazione all’assemblea d’istituto è pertanto un dovere di ciascuno di noi, dal primo professore all’ultimo degli studenti, non solo per onorare con la nostra presenza quel diritto a riunirsi e discutere per la cui affermazione tante persone hanno sacrificato la propria vita, ma anche e soprattutto per costruire concretamente una coscienza comune critica tra noi studenti e rispondere in tal modo a coloro che ci vorrebbero divisi e indifferenti per poterci schiacciare meglio.





Tag: Liceo Dettori - studenti - comitato studentesco - assemblea d´istituto - rappresentanti degli studenti -






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