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Il sistema degli Stati nell'Europa moderna - materiali 4 G

Il sistema degli Stati nell’Europa moderna

Nell’Europa moderna la pace di Westfalia rappresenta il momento in cui si afferma il sistema degli Stati. Le dinamiche interne al sistema degli Stati vengono analizzate nel saggio di Sergio Pistone, Politica internazionale

Dopo la fine del Medioevo, con la crisi dei poteri universali vengono a mancare le due autorità supreme, la Chiesa e l’Impero, capaci di regolamentare pacificamente le controversie fra gli Stati sul piano giuridico.      Nell’Europa moderna, al contrario, le relazioni internazionali tra gli Stati sono caratterizzate dall’’anarchia internazionale, determinata dall’esistenza di una pluralità di Stati sovrani che si trovano in una stato di guerra latente, in quanto i loro contrasti non possono essere risolti attraverso le decisioni una autorità suprema, capace di imporre un ordinamento giuridico efficace (quali potevano essere il Papato e l’Impero durante il Medioevo), ma possono essere risolti solo con la forza e con il ricorso alla guerra. Il regime di anarchia internazionale è caratterizzato da uno stato di guerra latente, con il quale si intende che la guerra è presente anche quando non è effettivamente combattuta, ovvero nei periodi di tregua fra una guerra e l’altra. Di questa eventualità deve tener conto la politica estera degli Stati moderni, i quali tendono a realizzare una politica di potenza, consistente nel fatto che ciascuno di essi deve accrescere la propria potenza militare in vista di guerre future.

Si determina così un sistema pluripolare, composto da grandi potenze, gli attori del sistema, e piccole e medie potenze, gli attori secondari, che devono appoggiarsi o cercare la protezione delle grandi.        Il sistema pluripolare è in equilibrio e riesce a  garantire lunghi periodi di pace, quando le differenze fra le forze degli attori principali diventano minime e nessuno dei grandi Stati può di fatto perseguire mire egemoniche a scapito degli altri: una situazione del genere si verifica per esempio dopo il Congresso di Vienna in Europa. In questo caso si realizza un equilibrio duraturo fra le grandi potenze dominanti, tale da impedire ad ognuna di esse di sovrastare tutte le altre: esso implica l’automatico imbrigliamento di ogni tentativo egemonico da parte di una delle grandi potenze tramite il formarsi di una coalizione delle altre contro lo stato più forte.      Si crea una instabilità di sistema e, quindi, si determinano le  condizioni per lo scoppio di una guerra, quando uno degli attori principali accumula una  forza tale da sovrastare quella degli altri e la impiega per modificare radicalmente a suo vantaggio i rapporti internazionali, come per esempio in occasione delle guerre egemoniche di Napoleone. Una delle caratteristiche del sistema pluripolare (a differenza del sistema bipolare tendenzailmente statico) è che le relazioni e le alleanze tendono a mutare a seconda delle esigenze, spingendo gli Stati a coalizzarsi contro il più forte di essi o a formare contro-alleanze di fronte ad alleanze che paiono minacciose per l’equilibrio del sistema.

Il materiale fornito può essere utilizzato esclusivamente per uso personale e didattico

A.F.





Tag: Liceo Dettori - docenti - filosofia e storia -






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